PARROCCHIA SAN GIACOMO RONCHI DI CAMPANILE
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Cronistoria Archivio Parrocchiale


Giugno - luglio 1956: Lavori della chiesa
Furono mesi di intenso lavoro nella chiesa di Ronchi: il pavimento, tutto in marmo (rosso Verona,  rosa corallo, cipollino verde), su disegno del Parroco, viene posto in opera dalla ditta D’Agostini-Lainati di Padova.
I lavori di falegnameria comprendono: porta maggiore con bussola, due confessionali per le donne e rivestimenti delle porte laterali; tutto il lavoro viene eseguito dai falegnami di Ronchi (De Lorenzi, Lollo, Volebole, Boccagin, Michelotto, Doni, Franceschi, Carraro). Il pavimento importa la spesa di Lire 1.350.000, i lavori di falegname Lire 1.050.000
La chiesa può dirsi quasi completa finalmente…iniziato nel 1939, benedetta il 21 luglio 1940…sospesi i lavori in tempo di guerra…costruito poi l’asilo…si riprende nel 1950 e a tappe si arriva al 24 luglio 1956.

24 luglio 1956: Consacrazione della Chiesa
S. Eccellenza (Girolamo Bortignon) definì “storica” la giornata.
La popolazione era preparata sull’andamento dei lavori e dalla parola del Parroco.
Alle ore 7,15 arriva Mons. Vescovo dopo breve sosta in canonica alle 7.30 si inizia la grande cerimonia: presenti alcuni sacerdoti paesani del Parroco, alcuni sacerdoti confinanti ed un gruppetto di cappati. Sotto la guida del cerimoniere vescovile don Giovanni Miotto la cerimonia si svolge regolarmente devota e svelta (oratorio - alla porta maggiore, mura esterne, ingresso, pavimenti ecc.) termina con la Messa solenne celebrata col Parroco. In essa il Vescovo illustra la funzione  svolta: il popolo è numeroso. Dopo la M essa vengono cresimati trenta fanciulli.
Dopo un saluto cordiale ai sacerdoti presenti S. E. lascia la parrocchia con parole di compiacimento.

25 luglio 1956
La festa annuale del patrono S. Giacomo assume un tono speciale: la chiesa è finita ed è consacrata. La gioia dai cuori è veramente visibile. Celebra la S. Messa solenne Don Giovanni Cortese primo animatore e costruttore della chiesa. Al Vangelo ne richiama le vicende; il popolo lo segue vivendo nel pensiero le fasi alterne, si compiace e si commuove. I cantori eseguono la “messa S. Lorenzo Giustiniani” a 3 v. p. di Ravanello, e viene eseguito per la prima volta l’ inno a S. Giacomo; parole di Don Isacco Dalla Zuana di Lissaro e musica del Parroco di Ronchi Don Redentore Pittarella.
Per ricordo l’autore trascrive in queste pagine parole e musica.


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